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Avatar di Khailin Dorne

Ho letto con molto interesse e con un sorriso la tua riflessione.

Ti scrive una persona nata nel 1968, che ha cominciato a scrivere nel 1978, quando di intelligenza artificiale non si parlava nemmeno nei romanzi di fantascienza.

Ho attraversato il passaggio dalla macchina da scrivere al word processor, dal fax all’e-mail, e ho imparato che ogni “fine del mondo creativo” annunciata da una nuova tecnologia era in realtà l’inizio di un linguaggio diverso.

Non credo che l’AI sostituirà la creatività umana, né mi sento di demonizzarla.

A conti fatti è uno strumento utilissimo se usato con discernimento e, come tutti gli strumenti, dipende da chi lo impugna.

Non ci toglierà l’intuizione o l’immaginazione, ma potrà liberarci da un po’ di fatica meccanica, dandoci più tempo per pensare, leggere e vivere: le uniche vere fonti di originalità.

Credo che sull’AI sia ancora presto per giudicare in modo definitivo. È una tecnologia in rapidissima evoluzione e, come tutte le grandi invenzioni, porterà effetti diversi a seconda dell’uso che se ne farà.

Ci sono ambiti come la medicina, la ricerca scientifica, la tutela ambientale o anche semplicemente l’assistenza alle persone, in cui potrebbe rivelarsi un aiuto davvero prezioso.

Forse il punto non è tanto stabilire se l’AI sia un bene o un male, ma come imparare a conviverci, mantenendo intatte le nostre qualità più umane: l’etica, la sensibilità e la visione.

In fondo nessuno di noi è così onnisciente da potersi sostituire al tempo e decretare fin da ora cosa resterà o scomparirà.

Meglio osservare, studiare e lasciare che sia la realtà, e non la paura del nuovo che avanza, a parlare.

Avatar di Barbara Lauro

qualcuno doveva dirlo!

se in quelle testoline non avete niente di interessante, l'AI non serve a nulla

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